investire sull’acqua
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Come investire sull’acqua?

Si può investire in acqua? Certamente si, e forse potrebbe esservi di sostegno sapere che ci sono esempi concreti di investitori di successo che lo hanno fatto e continuano a farlo!

D’altronde, nessuna risorsa è più importante dell’acqua. L’acqua è necessaria per produrre i beni di consumo moderni, come gli alimentari più prelibati, ma non solo. E, in tal senso, guai a pensare che l’acqua sia illimitata!

L’acqua dolce è infatti una risorsa limitata, e nel corso del prossimo futuro rischia di diventarlo ancora di più. Basti considerare che il 71% della Terra è coperto d’acqua, ma solamente lo 0,76% di tutta l’acqua è acqua dolce.

Chiarito ciò, come ogni merce, meno se ne ha, e più è preziosa. E questo è certamente il caso dell’acqua, una delle risorse più preziose al mondo. Ma come funziona l’investimento nell’acqua?

Le opportunità di impiego in questa risorsa sono numerose. Si può ad esempio investire in ETF, fondi negoziati in Borsa, a basso costo, veicoli di investimento globali piuttosto popolari, perché forniscono accesso alle azioni legate all’acqua a un costo basso, spesso inferiore allo 0,50% del proprio investimento complessivo annuo.

Si può inoltre investire nei diritti sull’acqua. È un’altra opzione di impiego che permette agli investitori di accedere all’acqua proveniente da fonti “pulite” come laghi, acque sotterranee e fiumi. Una volta che si ha il diritto di utilizzare l’acqua, si può vendere la risorsa alle aziende e alle istituzioni, disciplinando l’accesso all’acqua con un contratto di utilizzo.

Ancora, si può investire in terreni agricoli. Anche se può sembrare controproducente, acquistare o affittare terreni agricoli può essere un modo piuttosto lucrativo di investire nell’acqua. Gli agricoltori di successo sanno che l’accesso all’acqua è una componente critica per realizzare un profitto, soprattutto nelle aree in cui c’è scarsità di tale risorsa.

Investendo in terreni agricoli con grandi quantità di acqua, si può dunque sperare di beneficiare di rese robuste di prodotti e generi alimentari, come mandorleti, allevamenti di bestiame e persino cantine (tramite aziende vinicole).

Se poi si vuole investire con consapevolezza sulla risorsa idrica, ci sono alcuni spunti che consigliamo di tenere a mente. La prima cosa è certamente quella di conoscere i propri diritti e i propri obblighi legali. Qualsiasi investimento con terra e acqua tende ad attrarre avvocati e contratti, spesso complessi, soprattutto quando si acquista un terreno con una fonte d’acqua.

Per proteggere i propri diritti, è sempre opportuno consultate un avvocato esperto che abbia familiarità con i contratti che abbiano ad oggetto terreno e acqua, prima di procedere.

Considerate poi i servizi idrici. Le aziende che gestiscono i servizi idrici possono essere altamente redditizie, in quanto tendono ad avere pochi concorrenti locali. Questo li rende un buon punto di approdo per i nuovi investitori che cercano buoni rendimenti su tale risorsa.

Infine, cercate di conoscere sempre approfonditamente il rischio di tale impiego. Investire direttamente nell’acqua è un rischio maggiore di quanto si possa pensare! L’acqua è un grande mercato di domanda e di offerta, e sono necessarie ricerche approfondite per scoprire chi ha più bisogno di acqua e chi ne ha più bisogno per ultimo.

Ad esempio, un investitore che possiede i diritti sull’acqua situata vicino a un sito di fracking di petrolio e gas vedrà una forte domanda di acqua, visti i suoi consumi.

Se poi ritenete di non avere adeguate risorse per seguire le strade di cui sopra, potete iniziare dagli ETF: ne parleremo in un prossimo approfondimento.

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